TOPOGRAFIA MEDICA del Comune di Terra Del Sole e Castrocaro 1873


"in particolar modo a Castrocaro … cercheresti invano una piazza ampia, una strada, non che ben selciata, almeno pulita, e delle stesse abitazioni il più gran numero troveresti mal distribuito e malsano (Terra del Sole non ha sanissime tutte le abitazioni … delle case poi sperse pel territorio comunale il maggior numero è in buone condizioni) … mancano quasi tutte di acquaio proprio e di latrine …. ove in un paio d’ambienti che pur servon da cucina, fienile e cenceria, trascina miseramente la vita una talora numerosa famiglia, avvolta in un’atmosfera densa, umida, buia, pregna di fumo e di fetide esalazioni … degli abitatori di certe povere casuccie … nella stanza del focolare … han quella sola ove riposare le membra stanche per lungo lavoro .. anche i piccoli caldanini pieni di bragia, de’ quali nell’inverno le nostre donne abusano smodatamente, ponendovi su i piedi e ricoprendoli colle sottane … allo schifoso costume che par qui radicato di far immondezze nelle strade e di gettarvi acque impure e la nociva detenzione nel perimetro del nostro paese di maiali, pecori e capre la vagliatura de’ cereali che qui si fa nelle vie, ove per tal modo s’innalzano molesti nembi di polvere, e gli ammassamenti di terra e rottami, ne’ quali pur si corre pericolo d’inciampare … 

… quantunque da Terra del Sole e da tutto il contado convenissero a Castrocaro molti a fare ogni sorta di provviste, il consumo di cibi e bevande in questo paese negli anni precedenti l’attual crisi annonaria fu egualmente assai considerevole. Basti solo il dire che mentre sarebbe impossibile determinare con qualche esattezza l’enorme quantità di vino venduto a Castrocaro, ad esempio, nell’anno 1871, può con sicurezza stabilirsi che nel medesimo anno vennero qui uccisi ben 100 capi di bestiame bovino, quasi 1.000 di lanuto e circa 140 di porcino. … sono qui adulterati i vini per mascherarne i difetti e dar loro colore, fragranza e forza … fra le sostanze adoperate dai venditori di vino a questo fine … come il campeggio (leguminosa, rosso di sangue all’interno, adoperato nella tintura e come astringente in medicina), il sandalo, la cocciniglia (insetto, come un granello, di color rosso sangue contiene una sostanza che somministra il vero carminio), il mirtillo, lo zucchero, il quassio (tonico), la genziana, la china …
Quanto alle carni di porco, più di tutto fra noi si usano salate. … quanto i salsicciuoli di fegato, i sanguinacci e i salsicciuoli comuni, qui tanto appetiti … anche il pane è qui soggetto ad adulteramento, sia per la cattiva qualità dei grani, sia per le sostanze che si mischiano alle farine, sia per la maniera di preparalo e di cuocerlo. … il seme di loglio (“mischiare il grano col loglio” – “zizzania” - genere delle graminacee, spontanea tra le messi, ha proprietà velenose) lasciato in certa quantità nel grano, rende la farina e il pane velenosi e sommamente nocivi .. commista a quella di grano, la farina di vari legumi, sebbene non tanto perniciosa, non è certo commendevole… fra i legumi, consumati dalla gente del popolo in grande profusione, i fagioli, chiamati “carne del povero”, formano colle “pizze” o “focacce” la base del sostentamento della classe operosa … Le pizze poi o focacce, qui dette volgarmente piède, non sono che pastoni fatti con acqua, poco sale e pochi pugni di farina di frumentone, o di un miscuglio di questa e di farina di grano, i quali collo spessore di uno o due centimetri si distendono su rotonde lastre infuocate, e, rivoltandoli, vi si lasciano fino a compiuta cottura. Molto raramente il povero bracciante si permette il lusso di fare la pièda di schietta farina di grano, e solo nelle ricorrenze solenni vi aggiunge poche uova e poco lievito. … pure non v’ha alcuno fra questi popolani che alla pièda preferisca la polenta tanto più igienica e più sana  … oltremodo riprovevole è l’uso che delle acque salate si fa nelle cucine da molti nostri concittadini e paesani in luogo del sal comune … che oltre al cloruro di sodio, contengono, gran copia di ioduri, bromuri ed altri minerali … quasi tutti pellagrosi del nostro comune, e non son pochi, fecero e fanno largo consumo di tali acque negli usi domestici …
Altri pregiudizi gravissimi governano talora la condotta de' nostri paesani d'ogni età e d'ogni condizione … per certe malattie proprie o de' cari loro ricorrono per esempio ai granelli omeopatici, alle infusioni o decozioni d'erbe o radici, ai cerotti, alle polveri marziali, ecc. … spacciati dai cerretani, dagli speziali e dalle donnicciole … Né qui finiscono i volgari pregiudizi … un segno di croce od una legatura … che quegli che segna o lega sia nato colla camicia della Madonna, se no la cosa non riesce … non terrò parola delle fattucchiere e stregonerie del mal occhio, e di non poche altre diaboliche influenze  … e finirò ricordando appena i devoti pellegrinaggi, le pie offerte, i divini uffizi, i voti solenni, le implorate benedizioni, le miracolose cinture, i sacri scapolari ecc, che fra noi pure, come forse per tutto, hanno la sognata virtù di guarir ogni male."
(TOPOGRAFIA MEDICA del Comune di Terra Del Sole e Castrocaro pel Dottore Gisberto Ferretti Medico-chirurgo condotto nella frazione di Castrocaro del comune di Terra del Sole e Castrocaro - 1873

Sulla base dei dati censiti alla fine dell’800, nel Comune di Terra del Sole e Castrocaro (… la strana anomalia per la quale trovandosi il centro del nostro comune a 8 chilometri di ottima strada dalla città di Forlì, che ha poi con noi comune il linguaggio, i costumi, gli interessi, tutto, pure abbiamo capoluogo Firenze, al di là dell’Apennino, a quasi 100 chilometri di strada nelle rigide invernate talora inaccessibile. …) il 60% della popolazione (2.467 residenti fra i 16 e i 60 anni) è in età produttiva con una preponderante maggioranza (2.108 unità) impegnata in attività agricole o direttamente connesse; di questi la quasi totalità (1.856 unità) sono contadini mezzadri (1.490) e agricoltori al terzo (366), rispetto ad una esigua (252 unità) ma significativa minoranza composta da 129 possidenti agricoli, 8 agricoltori in proprio, 7 vignaioli con vigne proprie, 23 ortolani, 5 fattori di campagna e 10 sensali e 11 mercanti di granaglie e bestiame, 43 birocciai e 16 mugnai. 
La modesta presenza di “fattori” (amministratori privati di poderi i cui proprietari erano pochi ma “ricchi” possidenti terrieri) e di “mercanti”, ci fotografa un sistema agricolo locale ancora caratterizzato da una forte economia di sussistenza, a differenza di quanto stava già avvenendo in centri urbani più popolosi (Faenza, Forlì, Forlimpopoli, Meldola) posti a poca distanza ma “oltre confine”.
Questa condizione ha inibito per lungo tempo normali e naturali rapporti commerciali con “mercati” limitrofi di più ampio “scambio”, favorendo lo sviluppo di attività “illegali” quali il contrabbando di granaglie e … di sale minerale tratto dalle sorgenti termali. Non a caso, in una delle Leggi del Granducato di Toscana si ordina che “il detentore di acqua o di altre sostanze salifere … sarà condannato in tre scudi per ogni libbra di sale” e, se “in miserabili condizioni” sarà punito “con la carcere”, condizioni queste a cui andarono spesso incontro molti “spalloni” (portatore di merci di contrabbando) nostrani. E’ il caso di un certo Antonio Samorì scoperto dai gabellieri granducali il 29 dicembre 1829 con un barilotto di 17 litri di acqua salata estratta nella valle dei Cozzi; condannato ad una forte multa gli venne requisito il “corpo del reato” scoprendo che conteneva un’alta percentuale di jodio e bromo, preziose sostanze terapeutiche utilizzabili nelle cure termali.
Condizioni di estrema arretratezza culturale caratterizzano la popolazione di fine ‘800 con percentuali di analfabetismo prossime al 90 %; 3.618 persone “non sanno né leggere né scrivere, solo 550 “sanno leggere e scrivere e appena 40 “sanno legger soltanto. Non ci si può dunque meravigliare se vengono censiti 55 “serventi”, 5 “mendicanti”, di cui 4 donne, appena 17 studenti e 646 individui “senza professione poveri”. 
Questi operai braccianti che per assoluta mancanza in luogo e nei dintorni di lavoro si trovano nelle più tristi condizioni dovendo lottare colla miseria e colla fame. Con queste premesse il 5 giugno 1893 il sindaco di Terra del Sole “supplica” la Prefettura di Firenze affinché si dia corso ai lavori pubblici per la rettifica della strada nazionale Forlì Pontassieve (che produrrà il più grave scempio architettonico alla fortezza di Terra del Sole: il taglio delle mura) … questo lavoro che troverebbe molto opportuno nella futura invernata sarebbe di grande sollievo per la classe operaia, la quale troverebbe così modo di procacciarsi di che vivere onestamente nella stagione la più dura e la più difficile dell’anno. 
Un altro elemento significativo è relativo alle attività artigianali connesse alla coltivazione della canapa, alla coltura del gelso e all’allevamento del baco da seta … ritraendo i proprietari, i contadini e i braccianti talora vistosissimi guadagni dall’allevamento dei bachi da seta che qui si fa su immensa scala con singolare cura e non comune intelligenza … vede la presenza di 42 canepini, 256 filatrici, 21 tessitrici e 4 tintori. Un settore questo che evidentemente alimentava anche una piccola “industria manifatturiera” di abbigliamento e calzature vista la presenza di 35 sarti, 21 cucitrici e, addirittura 64 calzolai. 
Marginale era il settore dell’edilizia che occupava appena 50 muratori (al Nord di Castrocaro, sulle più prossime colline, hannovi vasti depositi calcarei dai quali pochi braccianti traggono per sola forza di picconi grosse e regolari pietre che servono a meraviglia per ogni sorta di costruzioni …) mentre i “trasporti”, sia di derrate agricole sia di persone in transito e verso la Toscana vede impegnati 43 birocciai, certamente affiancati dal lavoro di 19 fabbri ferrai e 22 falegnami per la costruzione e la riparazione dei tradizionali carri. 
Il piccolo commercio, certamente sostenuto dalla produzione contadina, aveva un proprio spazio dimostrato da 16 bottegai e 4 caffettieri.
Non mancano le professioni liberali che erano rappresentate da 2 medici e 2 farmacisti (uno per paese), da 4 maestri comunali e ben 5 maestri privati, un maestro di musica e due musicanti (a questo proposito occorre sottolineare la “storica” esistenza di un corpo bandistico locale), 3 impiegati governativi e solo uno comunale.
Particolarmente significativo è la presenza di un direttore di stabilimento balneario a dimostrazione del segnale di cambiamento economico che avrebbe caratterizzato fin dall’inzio del secolo diciannovesimo la località di Castrocaro.

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