IL GRANDUCATO DI TOSCANA ALLA MORTE DI COSIMO I. UNA MAPPA STORICA
ELENA FASANO GUARINI
- a questo link il testo originale in inglese: The Grand Duchy of Tuscany at the death
of Cosimo I. A historical map, “Journal of Italian History”, n. 2, II,
1979, pp. 20-30 [da pagina Carta granducato di Toscana 1574]
testo tradotto in italiano dal curatore del blog
This was the projected Italian Historical Atlas (Atlante storico italiano wich was planned in the nineteen-sixties by a commitee composed of Mario Sbriccoli, Mario Berengo, Lucio Gambi, Giuseppe Mattini, Carlo Guido Mor, and Gianfranco Tibiletti. It was fìnanced by the Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Only three of tht individuai studies carried aut within the framework of the projct resulted in publications explicitiy referring to the proposed Atlante storico italiano, and these wert conceived as an introduction and guide to readmg the maps. [2 E. Fasano Guarini , Lo Stato mediceo di Cosimo I , Florence, Sansoni, 1973; L. donvito - Pellegrino, L'Organizzazione ecclesiastica degli Abruzzi e Molise e della Basilicata nell'età postridentina, Florence, Sansoni, 1973; D. Sterpos, Le strade di grande comunicazione della Toscana verso il 1790, fiorence, Sansoni, 1977].
In only one instance - which we present in this article -did a study have the good fortune to reach the fìnal stage, the production of the map itself. Other research undertaken as part of the same project came out in a more fragmented form as essays or studies in which it is possible to discern the influence of the historiographical problems and interests of the Atlante group. In fact these problems and issues, particularly with regard to modern Italian htstory, had been the object of discussion which went well beyond the committee members alone. Even today these debates provide much stimulating matenal far any scholar tackhng the themes that were to be dealt with in the pages of the Atlante. 3
La mappa ristampata in questo numero del Giornale di Storia Italiana rappresenta il Granducato di Toscana alla morte di Cosimo I (1574) [1 La prima edizione, pubblicata dal CNR e in 100 esemplari, uscì nel settembre 1979. Cosa è presentata qui (allegato) per gentile concessione del CNR è una seconda edizione della mappa, riveduta e corretta. Questa versione è stata pubblicata in appendice al catalogo della mostra di Grosseto, I Medici e lo Stato senese (1555-1609); Storia e territorio, L. Rombai (a cura di), Roma, De Luca, 1980] e nasce molto tempo fa come parte di un lavoro collettivo che purtroppo non si è mai concluso.
Si trattava del progetto dell'Atlante storico italiano (Atlante storico italiano) progettato negli anni sessanta da un comitato composto da Mario Sbriccoli, Mario Berengo, Lucio Gambi, Giuseppe Mattini, Carlo Guido Mor e Gianfranco Tibiletti. Fu finanziato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Solo tre dei singoli studi condotti nell'ambito del progetto hanno dato luogo a pubblicazioni che fanno esplicito riferimento alla proposta Atlante storico italiano, e queste sono state concepite come introduzione e guida alla lettura delle mappe. [2 E. Fasano Guarini, Lo Stato mediceo di Cosimo I, Firenze, Sansoni, 1973; L. donvito - Pellegrino, L'Organizzazione ecclesiastica degli Abruzzi e Molise e della Basilicata nell'età postridentina, Firenze, Sansoni, 1973; D. Sterpos, Le strade di grande comunicazione della Toscana verso il 1790, Firenze, Sansoni, 1977].
Solo in un caso - che presentiamo in questo articolo - uno studio ha avuto la fortuna di raggiungere la fase finale, la produzione della mappa stessa. Altre ricerche intraprese nell'ambito dello stesso progetto si sono presentate in forma più frammentata come saggi o studi in cui è possibile discernere l'influenza dei problemi e degli interessi storiografici del gruppo Atlante. In realtà questi problemi e questioni, soprattutto per quanto riguarda la storia italiana moderna, erano stati oggetto di discussioni che andavano ben oltre i soli membri del comitato. Ancora oggi questi dibattiti forniscono materiale molto stimolante per qualsiasi studioso che affronti i temi che dovevano essere affrontati nelle pagine dell'Atlante. 3
The map presented in this article would have acquired a fuller signilicance withim the framework of the enure project. The representation of the Tuscan state in the period when it acquired a fully territorial nature was to bave been compared with other representations of the same geographical area, in previous and subsequent periods, showing, far instance, the structure of the Fiorentine domain and the contado of Siena at the beginning of the fifteentb century or the new organization of the Grand Ducby after Pietro Leopoldo's local government reform.
La mappa presentata in questo articolo avrebbe acquisito un significato più pieno nell'ambito dell'intero progetto. La rappresentazione dello Stato toscano nel periodo in cui acquistò carattere pienamente territoriale doveva essere confrontata con altre rappresentazioni della stessa area geografica, in periodi precedenti e successivi, mostrando, ad esempio, la struttura del dominio fiorentino e del contado di Siena agli inizi del Quattrocento o la nuova organizzazione del Granducato dopo la riforma del governo locale di Pietro Leopoldo.
The entire series of maps would have formed a most useful tool far studying the evolution of state structure in Tuscany aver a long timespan.
From anotber point of view, the map of the Grand Duchy at the dealh of Cosimo I could have been compared and contrasted with maps of other states in tbe sixteenth century to form the basis for a comparative analysis of tbe structures of Italian states contemporary with it. Obviously tbe correspondence in time would have only been approximate, owing to tbe state of the sources and tbe pace of institutional change.
L'intera serie di carte avrebbe costituito uno strumento molto utile per studiare l'evoluzione della struttura statale della Toscana in un lungo arco temporale.
Da un altro punto di vista, la mappa del Granducato ai tempi di Cosimo I avrebbe potuto essere confrontata e contrapposta con le mappe di altri stati del Cinquecento per costituire la base per un'analisi comparativa delle strutture degli stati italiani ad essa contemporanei. . Ovviamente la corrispondenza temporale sarebbe stata solo approssimativa, a causa dello stato delle fonti e del ritmo del cambiamento istituzionale.
Even taken by itself, bowever, the maps is still useful far an understanding of the history of the institutions of the Grand Duchy of Tuscany, since it makes their territorial dimensions visible. In addition, the map is of broader methodological interest. It is a concrete expression of the need, current among historians, to get away from the traditional dichotomy between the study of the centrai organs of state power and the study of local government. Instead, scholars have realized the necessity of viewing states as territorial complexes.
We need to reconstruct their overall organizational structures, so as to analyse two interwoven phenomena; first, the continuing existence of a certain degree of autonomy and of centres of rival powers; second, the process of assimilation and the network of links that arose and established themselves over time among social and political entities that were originally quite distinct.
Anche presa singolarmente, tuttavia, la cartografia risulta comunque utile per la comprensione della storia delle istituzioni del Granducato di Toscana, poiché ne rende visibile la dimensione territoriale. Inoltre, la mappa riveste un interesse metodologico più ampio. Si tratta di un'espressione concreta dell'esigenza, attuale tra gli storici, di uscire dalla tradizionale dicotomia tra lo studio degli organi centrali del potere statale e lo studio del governo locale. Gli studiosi, invece, si sono resi conto della necessità di considerare gli stati come complessi territoriali.
Occorre ricostruire i loro assetti organizzativi complessivi, in modo da analizzare due fenomeni intrecciati; in primo luogo, la continua esistenza di un certo grado di autonomia e di centri di poteri rivali; in secondo luogo, il processo di assimilazione e la rete di legami che sorsero e si stabilirono nel tempo tra entità sociali e politiche originariamente ben distinte.
2. In the present discussion of the map, a brief introduction, illustrating its contents and citing the sources used and the methods adopted in its design, will be both necessary and useful. Far further details, the reader should see Lo Stato mediceo di Cosimo I (Florence, Sansoni, 1973 ), which I wrote expressly as an introduction to the map, which was not drawn and published until very much later. A rapid glance at this introduction might provide additional useful historical information.
2. Nella presente trattazione della carta sarà necessaria ed utile una breve introduzione che ne illustri i contenuti e citi le fonti utilizzate ed i metodi adottati nella sua progettazione. Per maggiori dettagli si rimanda a Lo Stato mediceo di Cosimo I (Firenze, Sansoni, 1973 ), che ho scritto espressamente come introduzione alla mappa, che fu disegnata e pubblicata solo molto tempo dopo. Un rapido sguardo a questa introduzione potrebbe fornire ulteriori utili informazioni storiche.
First of all, as in any state map, I set aut to trace the territorial borders of the Grand Duchy. It is perhaps worth pointing out that the bordering states have been subjected to different sorts of treatment, leaving visible cartographic traces. This procedure finds its justification only on the basis of the overall Atlante project. Some, such as the Republic of Lucca, the Principality of Massa, and the Imperial feudal domains of Lunigiana, are simply traced in outline: the plan was to devote separate maps to them. Others, such as the Principality of Piombino and the small fendal holdings of Pitigliano, Santa Fiora, and Castellottieri that bordered on the state of Siena, are depicted in detail here, although of course they appear as territories not subject to the Grand Duchy.
Innanzitutto, come in ogni carta di Stato, mi sono prefissato di tracciare i confini territoriali del Granducato. Vale forse la pena sottolineare che gli Stati confinanti hanno subito trattamenti diversi, lasciando tracce cartografiche visibili. Questa procedura trova la sua giustificazione solo sulla base del complessivo progetto Atlante. Alcuni, come la Repubblica di Lucca, il Principato di Massa e i domini feudali imperiali della Lunigiana, sono tratteggiati semplicemente a grandi linee: ad essi si voleva dedicare mappe a parte. Altri, come il Principato di Piombino e i piccoli possedimenti feudali di Pitigliano, Santa Fiora e Castellottieri che confinavano con lo stato di Siena, sono qui raffigurati in dettaglio, anche se ovviamente appaiono come territori non soggetti al Granducato.
Similarly, within the territori al boundaries of the Grand Duchy I ha ve reconstructed the boundaries of the Stato vecchio of Florence (to use the term employed by contemporary sources) and the Stato nuovo of Siena. The State of Siena, enfeoffed to Cosimo I by Philip II on July 3, 1557, witb tbe exception of the Presidi zone, remained an entity quite distinct from tbe State of Florence. Joined to the latter by a sort of 'personal union' under the Duke himself, Siena was not subject to Fiorentine magistrates and continued to have an autonomous administrative and jurisdictional structure of its own. 4
Moreover, the map also indicates other territories, such as Castiglione della Pescaia, Filattiera in Lunigiana, and Parto Ferraio, which remaiued the personal possessions of the Grand Dukes, and we fìnd the statement even in an eighteenth-century report that they were 'administered separately, as entities outside the domination of the said Republic of Florence, by means of special ministers, privately assigned to the supervision of such territories'. 5
Analogamente, entro i confini territoriali del Granducato ho ricostruito i confini dello Stato vecchio di Firenze (per usare il termine impiegato dalle fonti contemporanee) e dello Stato nuovo di Siena. Lo Stato di Siena, infeudato a Cosimo I da Filippo II il 3 luglio 1557, fatta eccezione per la zona dei Presidi, rimase un'entità ben distinta dallo Stato di Firenze. Unita a quest'ultima da una sorta di 'unione personale' sotto lo stesso Duca, Siena non era soggetta alle magistrature fiorentine e continuava ad avere un proprio assetto amministrativo e giurisdizionale autonomo. 4
Inoltre la mappa indica anche altri territori, come Castiglione della Pescaia, Filattiera in Lunigiana e Parto Ferraio, che rimanevano possedimenti personali dei Granduchi, e troviamo l'affermazione anche in una relazione settecentesca che erano "amministrati" separatamente, quali enti estranei al dominio della detta Repubblica di Firenze, per mezzo di ministri speciali, privatamente preposti alla vigilanza di tali territori». 5
Following a distinction very commonly invoked by bistorical sources throughout the sixteenth, seventeentb and eighteentb centuries, I have distinguished the contado of Florence from its distretto. The former represents the area of the earliest expansion of the city's power into the surrounding countryside.
Its inhabitants were considered 'originai subjects' of the city of Florence, they lived under its laws, and they were subject to its fìscal impositions with no exceptions or reservations.
The distretto included all those localities (cities witb their contadi already previously seigneurial communities, and so on), which the Republic took aver later, permitting them to continue under their own laws and stipulating, on occasion of tbeir subjection, 'numerous exemptions, privileges, and otber things deemed appropriate to the good and peaceful government of those peoples who pledged obedience'. 6
Seguendo una distinzione molto comunemente richiamata dalle fonti storiche per tutti i secoli XVI, XVII e XVIII, ho distinto il contado di Firenze dal suo distretto. Il primo rappresenta l'area di prima espansione del potere della città nelle campagne circostanti.
I suoi abitanti erano considerati 'sudditi originari' della città di Firenze, vivevano sotto le sue leggi ed erano soggetti alle sue imposizioni fiscali senza eccezioni o riserve.
Il distretto comprendeva tutte quelle località (città con i loro contadi già precedentemente signorili, e così via), che la Repubblica si impadronì successivamente, permettendo loro di continuare secondo leggi proprie e prevedendo, in occasione della loro assoggettamento, «numerose esenzioni, privilegi , e altre cose ritenute opportune al buon e pacifico governo di quei popoli che si impegnarono all'obbedienza». 6
This distinction is valid from the origins of the Fiorentine territorial state at least down to the middle of the eighteentb century, when it was still in effect with regard to transportation and customs, in fìscal matters, and in juridical matters. Residents of the contado were immediately subject to the decima, the Fiorentine land tax, while those of the distretto paid the tribute due to Florence along with local expenses through their own community institutions and througb a tax distribution decided on locally on the basis of the real estate survey. The former could always be called before Fiorentine tribunals, at least at the appeals level, while court cases, affecting the latter could be settled by local jurisdiction, and were heard in Florence only exceptionally. And while the communes of the contado did bhave their own statutes, these were to be considered (according to another report of the same period) 'appendices or supplements to the General Statute of Florence', since they had been drawn up with that function in mind and contained nothing in contradiction with that Statute'. The distretto's statutes were in large part of earlier origins, and they bad been drawn up by various legislative bodies and on differing principles. Hence they could and did differ profoundly from the Fiorentine Statute and on certain points could be in direct contradiction with it. 7
Questa distinzione è valida dalle origini dello stato territoriale fiorentino almeno fino alla metà del Settecento, quando era ancora in vigore nei trasporti e nei dazi, in materia fiscale e in materia giuridica. I residenti del contado furono subito soggetti alla decima, l'imposta fondiaria fiorentina, mentre quelli del distretto pagarono il tributo dovuto a Firenze insieme alle spese locali attraverso le proprie istituzioni comunitarie e attraverso una ripartizione fiscale decisa localmente sulla base del reale indagine patrimoniale. I primi potevano sempre essere chiamati dinanzi ai tribunali fiorentini, almeno in grado di appello, mentre le cause giudiziarie, che riguardavano i secondi, potevano essere risolte dalla giurisdizione locale, e solo eccezionalmente venivano trattate a Firenze. E mentre i comuni del contado avevano propri statuti, questi erano da considerarsi (secondo un altro resoconto dello stesso periodo) 'appendici o supplementi allo Statuto generale di Firenze', poiché erano stati redatti con tale funzione in mente e non conteneva nulla in contrasto con tale Statuto». Gli statuti del distretto erano in gran parte di origine precedente, redatti da vari organi legislativi e su principi diversi. Quindi potevano differire profondamente dallo Statuto fiorentino e su certi punti potevano essere in diretta contraddizione con esso. 7