Sulle Masserie Della Romagna Toscana

Il bacino della valle fino a Marradi si apre, e presenta nel suo piano una fiorente coltura del grano, del formentone e del gelso spagnolo; e sul declive, dei monti verdeggianti vigneti.
Qui, come in tutte le vallate della Romagna, la vite, meno chè ne’ piani, è riunita in appezzamenti isolati, portata a mezzo braccio da terra, ed esclude ogni altra pianta.
Il Sangioveto che ne dà, è generoso e fragrante sebbene un po’ brusco, …


I vigneti costruiti a ripiani sorretti da muri, hanno aspetto quasi di grandi scale appoggiate ai fianchi dei monti. (la) piantagione di queste vigne (è) a ritto-china, … vangano … le loro vigne orizzontalmente, così che nessuna zolla è perduta neppure coll’andare di un secolo, costume in vero che non ha tutta la provincia. …
Il Comune di Marradi ne conta (contadini proprietari) di questi lavoratori che stanno sul suo fino a 100 sopra 523 possidenti (al di sotto di lire 50 di rendita disponibile n° 236; al di sopra di lire 1.000 n° 28; di lire 7.200 n° 1; di lire 8.330 n° 1), e sopra circa 6.400 abitanti.
La comunità di Marradi può divedersi in quattro regioni. Nella prima sono situati i poderi della fiumana del Lamone e dell’Acereto. Nella seconda i poderi di costa fin dove prospera la cultura del gelso, e dei bigatti. Nella terza dove la pastorizia da un prodotto quasi eguale a quello dei cereali. Nella quarta quelli della regione alpina. Un podere di costa è composto di casa colonica, capanne, stalle, ecc.; di terreni arabili con gelsi o senza, di una vigna, di un castagneto, di un prato naturale, di boschi e pasture, e mantiene due bovi aratori, tre vacche, 15 pecore, 5 capre, un maiale, una maiala, 10 tacchini. Il terreno è, temine medio, di staja 30 a seme. La metà è costantemente coltivata a grano: l’altra metà un quarto o un terzo a fave, orzi, o orzuole, veccie, patate, ecc.; il restante a gran turco; il terreno a fave è arato, ogni restante è lavorato a vanga. La vigna costituisce un appezzamento isolato, e non ammette altra pianta che la vite; il castagneto è di piante generalmente innestate; il prato naturale, e qualcuno artificiale, e le prode dei campi somministrano il fieno.
Entrata della famiglia colonica composta di tre uomini, di due donne, e due ragazzi.
Grano, termine medio, il 6 per uno, seme staja 15

Staja

90
metà
47.
1/2
Fave, e biade, seme 5
35
-
17.
1/2
Granturco, seme 3
100
-
48.
1/2
Castagno
-
-
25.
-

Staja



138.
1/2
Vino, barili



5.

Retratto dei maiali netto da spese, perdite ecc
Scudi

6.
-
-
            delle pecore, capre, al netto

7.
-
-
            dei bovi aratori

-
-
-
            delle tre vacche

8.
-
-
            dei tacchini

2.
50
-
            della seta

5.
-
-

Scudi

28.
50
-
Consumo mensile dei detti individui
Staja

10.
-
-
Nell’anno in carne, lardo, carne salata, olio.
Scudi

3.
-
-
In sale, compreso quello impiegato nella fabbricazione del formaggio



5.

-

-
Tassa di famiglia

-.
50
-

Scudi

8.
50
-

Costo del vestiario, repartito in un anno e mezzo.
Per un uomo
Del cappello
Scudi

-.
40
-
Di scarpe

1.
50
-
Di un pajo calzoni corti di rascia, e altro da estate

1.
30
-
Di due camice

2.
-
-
Di un gibbone di rascia, e di altro di rigatino

1.
50
-
Di un pajo di calze di lana e di altro di accia

-.
60
-
Di un corpetto

-.
40
-
Di un fazzoletto

-.
10
-

Scudi

7.
80
-
Per una donna
Di due paja calze
Scudi

-.
60
-
Di un cappello

-
35
-
Di scarpe

-.
50
-
Di due camice

2.
-
-
Di due vestiti

4.
-
-
Di quattro grambiuli

1.
20
-
Di fazzoletti da collo ec.

-.
80
-
Di fascette e spilli ec.

-.
60
-

Scudi

10.
05
-

Cibo giornaliero

di estate
La mattina: polenta di granturco, o di castagno, o pane di grano e orzo. – Nel giorno: minestre di farina di grano, o grano e orzi con fagioli. – La sera. Pane.
Di verno
La mattina: polenta o di granturco, o di castagne. – La sera: minestra, o di farina di grano e orzi, o di castagne.
Quasi ogn’individuo della famiglia, ha poi qualche lucro, particolare, come da opere prestate fuor del podere, da vendita di legne, da filato ec.
In generale i contadini delle fiumane fanno qualche avanzo: quelli della seconda regione, se alcuni anno sono in debito col padrone, in altri si pareggiano; quelli della terza sono spesso in credito a motivo dei guadagni sui bestiami che si ritirano dai padroni. Tale è lo stato economico dei contadini di questa comunità.)
Un secolo addietro, e forse meno, il granturco era sconosciuto a queste montagne, ove non si coltivavano che grani, orzi, fave, veccie ec. … La sorte del granturco toccò alla patate. Le prime vennero qui sul principio del secolo. … Venticinque anni dopo il nostro alpe si copriva di patate: e vi sono oggi poderi ove se ne raccolgono da 5 a 600 staja all’anno. … Anche alla luppinella è toccata la sorte medesima, e forse toccherà al ravettone … Le montagne sono patrimonio esclusivo della mezzeria e del piccolo proprietario. … Al di là di Crespino un altro villaggio sopra un vasto ripiano: ho nome Casaglia. Ecco un villaggio dell’Alpe, Una trentina di casolari: pareti tutte grigie: tetti di lastre grigie di arenaria spioventi quasi a terra; finestrelle che appena danno adito alle spalle di un uomo: lavoratori, pastori, vacche, pecore, capre, pagliai, capanne, e per giunta grandi masse di letame al di fuori delle stalle. All’intorno terreni a grano, a orzouola, a fave, a gran turco, a prateria, qualche vite, qualche gelso, e siamo a 1255 braccia di elevazione. … Tutto meschino, malinconico: pauroso poi nel verno quando le nevi hanno agguagliato alla terra quei casolari, quando le bufere imperversano. … un buio, un furore di vento che soffoca. … lì presso la val d’Inferno, e il Rovigo colla sua acqua gelata che balza di scoglio in scoglio (siaòo a Corzolano); casupole sparse a gruppi … e sotto, contadini proprietari, tranquilli quanto i loro abituri … E quella popolazione vi campa, e si aumenta col poco grano, colle patate, e colle molte castagne che vi raccoglie. … Intanto le accette de’ carbonai, l’abbaia de’ cani, i fischi dei pastori … Ampie faggete che cadono, ed altre che sorgono, di cui si è impossessata a gran profitto l’economia rustica. Vaste praterie, immense pasture ove pascolano mandre di cavalle, di vacche, di capre e di pecore, reduci dalle maremme toscane. Sparse per quelle solitudini tu vedi delle piccole capanne che fumano, e all’intorno tante serrate che ti sembrano di lontano piccoli orti. Sono i Diacci de’ pastori colle loro mandre. … La pastorizia è la poesia dell’industria. … ma questa industria corse la sorte comune a tutte le industrie. Il poco prezzo delle fide e i buoni guadagni chiamarono concorrenti. Gli speculatori si accrebbero e accrebbero le masserie (attualmente la Comunità di Marradi manda ogni anno nella Maremma circa 12.000 pecore, pertinenti a circa 12 proprietarj quasi tutto pastori. …
Marradi 31 agosto 1839 J. Fabbroni



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